IC UDINE VI

Carissimi bambini, carissimi ragazzi, carissimi genitori,

Udine, 16 settembre 2020

Carissimi bambini, carissimi ragazzi, carissimi genitori,

abbiamo affrontato insieme un momento storico davvero difficile, sotto tutti gli aspetti e a livello globale. Anche per la scuola e il nostro modo di concepirla da sempre, è stata fin dal mese di marzo una rincorsa continua contro il dilagare del virus e la distanza forzata.
Rispettando la chiusura imposta da ogni Paese per contenere gli effetti della pandemia, abbiamo sempre cercato l’apertura di nuovi canali di vicinanza possibili per non perderci e per non perdervi.
La DAD è stata certamente una nuova sfida, per tutta la comunità educante: per i docenti, per gli alunni e, non di meno, per le famiglie. Per quanto ognuno di noi abbia fatto del proprio meglio per rinnovarsi e cogliere anche nella DAD esperienze di crescita positive, non l’abbiamo mai considerata come un nuovo modo di fare scuola in via definitiva, pur sapendo che in autunno i contagi – secondo la Comunità scientifica – avrebbero potuto aumentare di nuovo in maniera preoccupante.

Ecco perché abbiamo imparato ad un certo punto a non chiamarla più “didattica a distanza”, ma “didattica dell’appuntamento” che significava continuare sì un percorso quotidiano fatto di presenze virtuali ma con la promessa di ritrovarci a settembre di nuovo fisicamente nelle nostre aule.
Era una promessa che non avremmo mai potuto tradire perché crediamo fortemente in una comunità educante viva che cresce continuamente grazie al confronto tra le persone e, ancor più, attraverso le relazioni che non possono essere sempre mediate per risultare davvero intense e costruttive.
Abbiamo trascorso l’intera estate a spostare arredi, misurare aule, studiare protocolli di sicurezza per mantenere quella promessa che tutelasse la ripresa del nuovo anno scolastico nel rispetto della salute pubblica ben consapevoli che ragazzi sanno adattarsi, reinventarsi ed affrontare i cambiamenti forse meglio degli adulti. Mentre noi, con gli ingressi contingentati, i percorsi diversificati, i gel, le mascherine, il metro sempre in tasca, ci interroghiamo se i nostri alunni ce la faranno, loro invece sono semplicemente felici di ritornare a scuola e incontrare di nuovo compagni e insegnanti.
Il rientro rappresenterà quest’anno un “esame” per tutti noi: dovremo saper dare un senso concreto al concetto di comunità educante che ogni docente, ogni allievo, ogni genitore rappresenta. Oggi più che mai, siamo tutti corresponsabili della riapertura delle nostre aule: sarà soltanto grazie all’ attenzione e alla responsabilità quotidiana di ognuno anche nei piccoli gesti, che la scuola andrà avanti. Che noi tutti andremo avanti, insieme.
Abbiamo fatto una grande promessa ai nostri ragazzi: non possiamo deluderli. Loro non lo faranno sicuramente.

“Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.

Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.

Non è questo che più stanca.

È piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli”. (J.Korczack)

Buon nuovo anno scolastico a tutti!

Beatrice Facchini
Dirigente Scolastica